Comunicare fa schifo!

Se non sai farlo nel modo giusto (tratto da “Libro Primo”)

La comunicazione è fondamentale per i rapporti umani e, pur facendone uso quotidiano non sempre siamo consapevoli delle logiche sottese ad essa, i processi che questa innesca e delle incredibili potenzialità connesse.

Non si può non comunicare, ogni respiro che facciamo, ogni prurito, ogni micro espressione, persino se rimaniamo perfettamente immobili stiamo comunque comunicando.

Sin da bambino sono stato affascinato dal comportamento umano e dalla comunicazione con gli altri e ricordo che immaginavo di essere capace di convincere qualsiasi persona. In realtà ci riuscivo solo con la mia dolce nonnina e tutti gli altri per una ragione allora a me sconosciuta, non mi capivano, non capivo perché… venivo sempre frainteso, io credevo di comunicare una cosa e gli altri ne capivano un’altra, mi sembrava di parlare un’altra lingua.

Da ragazzo (intendo 11,12 anni) in una libreria di Roma vidi un libro, My Voice Will Go With You, La mia voce ti accompagnerà. Erano i racconti didattici di Milton Erickson e venni colpito dalla parola “Ipnosi” scritta da qualche parte sulla copertina. Dopo aver letto quel libro non mi si apri un mondo nuovo, mi si aprì un universo!

Iniziai a comprendere che la responsabilità era solo mia se venivo frainteso e non riuscivo a comunicare quello che volevo, così ogni volta che potevo compravo un libro di Erickson.

Sono stato un bambino abbastanza precoce perchè a 4 anni sapevo già leggere e scrivere e ho iniziato la scuola a 5 anni. La scuola mi appassionava almeno sino a quando non ho iniziato a sperimentare quello che leggevo nei libri che acquistavo e da lì ho iniziato a correre dietro alle ragazze e bye bye alla passione per la scuola!

All’inizio è stato eccitante, c’erano ancora cose che non comprendevo, però era tutto cosi incredibile, usavo le parole, l’atteggiamento giusto e quelle ragazze che prima non si accorgevano della mia esistenza, ora mi fermavano per strada, mi mandavano messaggi da i miei amici, mi sorridevano, compagni di scuola che prima mi ignoravano ora si comportavano come fossero i miei migliori amici, ero frastornato, inebriato, eccitato, non mi sembrava vero, semplicemente con le parole avevo cambiato completamente la mia realtà.

c’erano ancora cose che non comprendevo, però era tutto cosi incredibile, usavo le parole, l’atteggiamento giusto e quelle ragazze che prima non si accorgevano della mia esistenza, ora mi fermavano per strada, mi mandavano messaggi da i miei amici, mi sorridevano, compagni di scuola che prima mi ignoravano ora si comportavano come fossero i miei migliori amici, ero frastornato, inebriato, eccitato, non mi sembrava vero, semplicemente con le parole avevo cambiato completamente la mia realtà.

Infatti quell’anno venni quasi bocciato perché per tutto l’anno avevo studiato solo Erickson e quindi non avevo aperto un libro di scuola. Riuscii comunque a recuperare e superare brillantemente gli esami di terza media. L’anno dopo avevo 13 anni ed ero al primo anno delle superiori, potete immaginare…

Era uno di quei giorni che invece di andare a scuola, io e il mio amico di allora, Alessandro, avevamo rimorchiato 2 studentesse dell’artistico e passeggiavamo per il viale principale di Pomezia (città dove ho iniziato le superiori).

Con le mie chiacchiere frutto della lettura dei libri di Erickson, tenevo vive le due donzelle mentre ci dirigevamo verso i giardini pubblici e proprio sul più bello, dei libri esposti in vetrina di una libreria attirarono la mia attenzione, un titolo in particolare “Using your brain: For a Change” di Richard Bandler, con in alto a sinistra una scritta strana, Neuro Linguistic Programming.

I miei occhi vedevano solo le parole “brain, neuro e programming”. Fu il mio primo e unico libro in Inglese, entrai per la prima volta nell’universo della PNL, la Programmazione Neuro Linguistica.

Comunque è vero, comunicare fa veramente schifo. Nonostante tutto quello che avevo letto e imparato, avevo ancora dei problemi a farmi capire. Mia mamma, quella santa donna, (no no, non è un modo dire, veramente santa), convinta che fossero opera del demonio, bruciò tutti i miei libri, specialmente quello scritto con quella “lingua strana” (era in inglese!). Adesso quando ci penso mi viene da ridere, all’epoca anche no.

Da allora, senza più i miei libri come riferimento iniziai ad improvvisare. Quasi ogni mia conversazione era motivo di studio, specialmente in estate, vivendo molto vicino al mare e passando le mie vacanze a lavorare in un campeggio, avevo la possibilità di conoscere ogni tipo di persone, studiavo ogni loro movimento, ogni parola, arrivavo al punto di inventarmi storie e personaggi per studiare le loro reazioni, prendevo nota dei successi e degli insuccessi.

Starete pensando che sono fuori di testa, può darsi, ma vi posso assicurare che ho imparato moltissimo, specialmente dalle relazioni finite male.

Finalmente alla fine dell’anno 2000, tramite una mia conoscenza conobbi il dott. Stefano Benemeglio, devo dire che all’inizio non ho avuto una buona impressione, almeno sino a quando non ho partecipato ad un suo workshop sulla comunicazione, ne fui incredibilmente illuminato avevo le risposte che mi mancavano, quest’uomo mi ha letteralmente cambiato la vita, con le sue eccezionali scoperte ha colmato tutti i vuoti che avevo riscontrato con le mie sperimentazioni.

Nel frattempo ho fatto corsi e percorsi di studio per imparare la PNL, la Comunicazione Non verbale, le Micro Espressioni e c’era sempre qualche lacuna, non funzionavano come avrei voluto, con Stefano e le sue Discipline Analogiche finalmente sono riuscito a completare il quadro e a trovare le chiavi per decodificare il comportamento umano.

Perché, è vero che saper leggere il linguaggio del corpo è una cosa utile, è vero che sapere le parole da usare per affascinare è cosa utile, è vero anche che conoscere l’ipnosi e sapere come usarla è cosa utile, ma… sapere come procurare quei segnali del corpo, sapere le parole che userà il tuo interlocutore, sapere di cosa effettivamente ha bisogno a livello emotivo è decisamente meglio!

Cosi partì la mia avventura nel modo della Comunicazione Persuasiva e della Psicologia Analogica.

Ne sono così entusiasta che credo fortemente che queste discipline dovrebbero essere insegnate a scuola, ci sarebbero persone migliori… il mondo sarebbe migliore!

Per approfondire riguardo a “La comunicazione Emotiva” e “La Conversazione Ipnotica di Relazione” scegli uno dei nostri libri:

Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

2 pensieri riguardo “Comunicare fa schifo!

  • 20 Maggio 2019 in 11:57
    Permalink

    Ciao Pietro
    Ho già tutti i tuoi libri, molto belli e impegnativi.
    Certo mi piacerebbe passare del tempo con te per imparare i gesti che consentono di capire i disagi.
    Non c’e documentazione in giro, se hai qualcosa di interessante l’acquisto volentieri.
    Un abbraccio
    Giuseppe

    Risposta
  • 20 Maggio 2019 in 17:25
    Permalink

    Ciao Giuseppe
    Grazie per aver acquistato i nostri libri. Per imparare bene purtroppo non basta leggere, bisogna praticare molto e imparare dal vivo. Ti aspettiamo al seminario del 13 e 14 luglio, trovi informazioni qui: Seminario comunicazione emotiva interattiva.
    Sono previsti anche dei corsi con frequenza settimanale per questo inverno, presto troverai informazioni a riguardo qui sul blog.
    Grazie ancora e a presto.

    Risposta

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