Dove devo migliorare? (1°)

Tratto da: Inside and Outside – Libro Primo 2.0

[…]Secondo il tipo di esperienza vissuta hai bisogno di qualcuno da amare o di qualcuno che ti ami (no non nel senso banale del luogo comune).

Probabilmente una persona significativa della tua infanzia non ti ha permesso di amarla come avresti voluto (quindi ora hai l’esigenza di amare), oppure non ti sei sentito amato come avresti voluto (quindi hai l’esigenza di essere amato).

Nel caso di un incidente stradale come descritto nei paragrafi precedenti, riesci a tenere la calma e pensare a cosa fare.

Ma in una serata con gli amici se c’è qualcuno che ti stuzzica potresti reagire in malo modo dando l’impressione di potergli anche fare del male, ma in realtà non lo faresti mai… perché il tuo motto interno è: facciamo l’amore non la guerra.

Ma potrebbe anche essere che la persona significativa invece ti abbia impedito di scaricare la tensione che ti procurava e ti sei dovuto tenere tutto dentro.

Questo provoca l’opposto, nel caso dell’amico che ti stuzzica, non reagisci sino a quando non raggiungi l’indice di tolleranza, poi si che potresti anche fargli del male.

Quando siamo molto giovani, intendo i primi dieci quindici anni di vita, viviamo in una posizione ortostatica continua. In famiglia con i nostri genitori, nonni, fratelli, questo si riflette con gli ambienti esterni come la scuola o la cerchia delle amicizie.

La posizione ortostatica in cui viviamo non ci permette di reagire come vorremmo. Nel primo caso se mi aspetto che la persona significativa (che potrebbe essere mio padre) tornando a casa mi abbracci e stia con me, questa invece si mette sul divano a guardare la televisione (o a fare altro) e mi dice di lasciarlo in pace perché è stanco.

Beh… la tensione emozionale creata dall’aspettativa del bambino che voleva essere abbracciato dal papà, non ha la possibilità di essere liberata.

Resta li, dentro quel povero cucciolo e si accumula, poco conta l’amore che il papà prova per lui e che è stanco proprio per il duro lavoro cha fa per non far mancar niente al suo amato figliolo.

In questo caso a seconda della distonia e quindi della percezione del bambino si viene a creare la necessità di amare o di essere amati.

E non intendo la necessità insita nell’essere umano, quella che in pratica abbiamo tutti. Questo la crea in eccesso.

L’individuo già in età adolescenziale proverà a colmare quel vuoto che si è creato o a svuotare il pathos in eccesso.

In pratica quando vivrà una situazione che gli darà l’illusione di ricevere o dare quell’amore mancato si tufferà letteralmente nella situazione che nel 99% dei casi è solo illusoria.

Nel caso invece che il genitore in questione urla o nei peggiori dei casi fa violenza al bambino che non può reagire e deve come si suole dire “mandar giù il rospo”, questo crea una situazione simile, ma la tensione anziché essere emozionale è ansiosa.

Anche qui già in età adolescenziale si avrà l’esigenza di scaricare questa tensione in eccesso ma si manifesta in modo diverso. Non si reagisce ai torti subiti, c’è molta diffidenza, si dice di no anche quando si vorrebbe dire sì.

A volte si manifesta un’eccessiva timidezza o l’esatto opposto ma è solo uno strumento di difesa.

Hai presenti quei ragazzi o ragazze che già alle scuole medie fanno i bulli con i più deboli e nel peggiore dei casi anche con gli insegnanti? Ecco, hanno o stanno ancora vivendo una situazione del genere. Ovviamente i parametri cambiano a seconda della situazione e della distonia e quindi della percezione del bambino.

Comunque in entrambi i casi, che sia Pathos o Reattività, la tensione accumulata con il passare del tempo viene compressa in un serbatoio inconscio che ha un indice di tolleranza che non andrebbe superato. Pena la necessita inconscia di fare delle GRANDI CAZZATE.

Con il pathos compresso si rischiano storie d’amore (che poi amore non è) disastrose. E con la reattività compressa si rischia di fare del male a persone che non lo meritano (non che ci sia qualcuno che lo meriti… però).

Ora che sai quello che c’è da sapere, credo che sei arrivato al punto di comprendere le diverse situazioni della tua vita. Dovresti saperne abbastanza per avere un quadro generale.

Ma comunque non basta comprendere, cioè voglio dire va benissimo, comprendere è già un bel passo avanti, ma bisogna agire, devi lavorare su quello che è venuto alla luce. Nel prossimo articolo ti illustro un modello di indagine su cui fare affidamento per capire su quale punto devi lavorare e quindi migliorare.[…]

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Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

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