Il Blitz Ipnotico

Tratto da: Inside and Outside “Libro Primo”

Come già detto nel precedente articolo “Che cos’è l’ipnosi e come riconoscerla“, l’ipnosi è uno stato che si sperimenta più volte durante la giornata. Il cervello va in fase Alpha, poi Theta ed è sensibile alle suggestioni.

L’ipnosi nel corso della storia ha avuto anch’essa le sue fasi e gli studiosi fanno risalire la sua conoscenza a oltre quattromila anni. Gli antichi Greci, Romani, Cinesi, Egizi, gli Indiani, gli Ebrei, i Persiani, quasi tutti i popoli nel passato praticavano riti che possono essere accumunati alle attuali tecniche induttive per l’ipnosi.

Si giunge così ai tempi moderni, nei quali l’ipnosi trova una chiave di lettura completamente diversa. Milton Erickson indiscusso maestro della nuova generazione di studiosi ha smitizzato del tutto l’ipnosi.

Oggi l’ipnotismo ha un vasto campo di applicazione, dall’ipnosi da palcoscenico sino alle specifiche tecniche terapeutiche e addirittura trova applicazione nella cura dei disturbi mentali.

Dopo questa breve introduzione sull’ipnosi, vediamo come questa fantastica disciplina può tornare utile nell’ambito della comunicazione sociale.

Come già accennato all’inizio dell’articolo, noi tutti sperimentiamo spesso stati ipnotici durante la giornata e questo succede perché riceviamo stimoli esterni che procurano proiezioni inconsce portando le onde Alpha e, se più in profondità, le onde Theta a essere prevalenti in quel momento.

Non chiedetevi perché questo succede, non è questa la sede adatta per le spiegazioni, primo perché ci vorrebbe un libro intero solo per spiegare tutto il procedimento (parleremo solo dell’indispensabile), poi perché quello che ci interessa adesso è solo che funziona e, ovviamente, poter capire quando qualcun altro usa tecniche di questo tipo con noi.

Parte del procedimento che bisogna sapere è che tutti (ma proprio tutti!) nel senso letterale del termine, vive dei disagi, piccoli, grandi, momentanei, o che esistono da anni. Le proiezioni di questi disagi sono sempre pronte a creare proiezioni inconsce e a guidarci nelle piccole e grandi scelte che facciamo tutti i giorni.

La brutta o bella notizia (dipende da chi legge) è che il nostro inconscio si nutre delle tensioni che riceve dalle proiezioni che questi disagi creano e deve gratificare chi o cosa provoca queste proiezioni, creando un vero e proprio blitz ipnotico.

Vi racconto un paio di storie per farvi degli esempi e stimolare la vostra curiosità.

Qualche anno fa, ero a Nassau per lavoro e soggiornavo al Capt’s Place, un rifugio tranquillo non molto grande con solo undici camere ed è uno dei pochi posti dove hanno personale che parla anche italiano.

Il lavoro che avevo da fare mi permetteva di avere quasi tutto il pomeriggio libero e lo passavo a gironzolare a fare foto e ad ammirare le giovani del luogo. L’isola non è grandissima quindi finivo sempre col finire al rifugio a parlare con qualcuno del personale, non parlando benissimo l’inglese non avevo altra scelta.

Sicché uno degli ultimi pomeriggi rientrando al rifugio, notai una bella figura femminile che discuteva con l’addetto alle chiavi delle camere. Avvicinandomi capii che era italiana e come me cercava di farsi capire, strano però, io ci riuscivo, probabilmente il receptionist era distratto dal bikini della bella ragazza.

Io mi avvicino e sento che la ragazza diceva al receptionist che il bagno della sua camera ha il rubinetto che perde, questo le ha creato dei problemi perché il rumore del gocciolio l’ha disturbata durante la notte, allora mi avvicino di più, chiedo scusa e indico al receptionist di darmi la mia chiave, guardo lei e le dico, “guardi è una guerra persa, sono giorni che ho fatto presente questa cosa e ancora non l’hanno risolta, io ho lo stesso problema con il bagno della mia camera, pensi che sono arrivato al punto di mettergli sotto un asciugamano arrotolato per non sentire più il rumore delle gocce.

Mi perdoni, lei è italiana, da quando e qui? Non l’ho mai vista” e lei: “si, sono di Roma, sono arrivata ieri, lei? Io: “ di Roma, ma dai? Sono qui da qualche giorno, ormai sono cittadino onorario, non ci posso credere, Roma, ho vissuto a Roma, ecco quello che mi manca di Roma, è il profumo del caffè e dei cornetti freschi che si sente quando entri in un bar il mattino presto, in qualsiasi bar di Roma, fantastico!”  lei: “è vero, ma… scusa adesso dove vivi?” ormai eravamo passati al tu, io: “da anni vivo a Varese, una valle di lacrime, non c’è il caffè che fanno a Roma, a proposito, hai voglia adesso di un caffè?”  lei: “Un caffè qui, ma… ti rendi conto dove siamo?” io: “si, dimentichi che gli italiani sono dappertutto, ho scoperto qualche giorno fa un ristorante italiano a circa tre chilometri da qui che fa un caffè espresso niente male e, ha anche le brioche, si chiama Cafè Matisse”  lei: “perché no, andiamo, a proposito io mi chiamo xxxx” (non ve lo dico). Cosi passai il resto dei giorni sull’isola in ottima compagnia.

Ora analizziamo la scena: lei si lamentava del gocciolio del lavandino, ovviamente il mio non gocciolava, ho preso solo la palla al balzo per creare empatia, per lei era un disagio (anche se piccolo, pur sempre un disagio), ho amplificato il disagio con la storia dell’asciugamano, altro elemento di empatia la stessa città, ho detto che anch’io ho vissuto a Roma (ed è vero), ho capito che era da sola dal fatto che ha detto “sono arrivata” altrimenti avrebbe detto “siamo”, quando le ho parlato del caffè ha fatto un segno di gradimento con le labbra (infatti, nei giorni seguenti mi ha confidato che se non le avessi fatto conoscere quel ristorante il caffè per lei sarebbe stato un problema), quindi ne ho approfittato per invitarla a berlo, aggiungi che essendo appena arrivata quindi non conosceva il posto, io ero già lì da qualche giorno e davo l’impressione di conoscerlo bene, da notare che il tutto senza sapere i nostri nomi.

Questo è quello che io chiamo un blitz ipnotico. Se vi state chiedendo cosa ci facesse una ragazza da sola su un’isola in mezzo all’Atlantico, beh per me è stato un colpo di fortuna. Lei aveva partecipato ad un corso di crescita personale e le avevano consigliato di fare un viaggio da sola, non organizzato, per appunto vincere la sua timidezza e sfidare se stessa. Il caso ha voluto che il Capt’s Place fosse uno degli hotel più economici e lo aveva scelto per quello.

L’altra storia invece riguarda il lavoro. Un po’ di tempo fa mi reco da un potenziale cliente per presentare un progetto, appuntamento preso da uno dei miei venditori che avendolo già incontrato senza concludere aveva provato a dissuadermi dall’incontrarlo, per me era importante che questo cliente accettasse il lavoro, quindi ho insistito per avere un appuntamento.

Il mattino di buon’ora mi presento all’appuntamento, ovviamente mi fa aspettare circa quindici minuti prima di ricevermi (classica mossa di chi non ne vuole sapere del tuo prodotto, vuole farti capire che ha molto da fare e non ha tempo per te), talché la sua segretaria mi dice che posso entrare. Soliti convenevoli, mi da la mano, mi chiede di accomodarmi e puntualizza che ha solo cinque minuti, io mi siedo e gli dico: “giornata umida oggi vero? (si mordicchia il labbro superiore) guardi le rubo giusto due minuti, ho mia moglie in macchina che mi aspetta (lui tira fuori la lingua come se fosse una spatola e si lecca il labbro superiore)” ora, ho la sua attenzione, quindi tiro fuori il progetto e inizio ad illustragli i vantaggi che avrebbe a firmare con noi, dopo circa dieci minuti faccio finta che mi vibra il telefono per un messaggio, guardo e gli dico “mi scusi è, mia moglie, non fa altro che rompere, mi viene dietro quando lavoro e poi si lamenta; guardi non gli rispondo neanche, ha insistito per venire nonostante gli ho spiegato che non sapevo se avessi fatto in fretta, deve andare in un negozio in centro che vende coperte, dice che solo in quel negozio le trova come la vuole lei” e lui: “in che senso?” io: “morbida, la vuole morbida, cosa vuole che le dica, meglio che continuo a spiegarle il progetto, voglio che quando firma il contratto, abbia una larga veduta del nostro progetto e, si goda a pieni tutti i vantaggi che avrà, continui a venirmi dietro, mi ascolti attentamente” senza dilungarmi oltre, ovviamente ha firmato e siamo passati al tu e mi ha raccontato tutti i sui problemi con la moglie e la madre.

Analizzando l’episodio: sono arrivato nel suo ufficio sapendo che mi ha fissato l’appuntamento per le azioni di stalkeraggio del mio venditore, quindi in pratica non ho niente da perdere, a parte il mio tempo, aspetto i quindici minuti sapendo che lo sta facendo a posta. Io voglio solo incontrarlo, so che il progetto per lui è necessario, lui non lo sa ancora, al momento in cui mi riceve.

Lui tende la mano (io non lo avrei fatto per primo) quando gli stringo la mano, la sua è sudaticcia ed è avvolgente, due segnali utili, mi fa accomodare e guarda la sua segretaria e s’inumidisce le labbra, altro segnale da mettere da parte, quindi ora ho: mano umida, mano avvolgente, donna (ovviamente questo ragionamento è quasi istantaneo, una volta appresi i segnali di base, il nostro cervello lavora da solo), quindi mentre mi siedo, gli piazzo un truismo dicendogli “giornata umida oggi” e la sua emotività mi ringrazia con il mordicchiamento del labbro superiore, risponde al mio stimolo e oltre al gradimento, mi offre un altro segnale che aggiunto ai segnali che ho ricevuto prima e il fatto che abbia reagito in quel modo alla parola umida, mi porta a pensare che sia penalizzato a livello affettivo-sessuale e sia stimolato da un particolare tipo di atteggiamento (che vedremo nei prossimi articoli), quindi la mia frase in risposta al suo “ho solo cinque minuti” è stata “guardi le rubo giusto due minuti, ho mia moglie in macchina che mi aspetta”.

Avevo diverse opzioni, fidanzata, compagna, amante, ma tutte queste sono completamente abbattute da “Moglie” e ovviamente io non avevo nessuno che mi aspettasse, ma questo non importa, quello che importa sono le tensioni che riceve dalle mie parole, infatti la conversazione ha continuato con parole, tipo: morbida, mi venga dietro, allarghiamo la prospettiva, voglio che questo concetto le penetri per bene nella mente (accompagnato da un gesto con un segno), ecc.

Così, i suoi disagi, amplificati dalle proiezioni create dalle mie parole, obbligano la sua emotività a fare azioni per gratificarmi e questo crea empatia, fiducia, attrazione, che se non calibrati possono creare effetti indesiderati. Pensate che le prime volte mi capitavano clienti che mi chiamavano a tutte le ore e mi raccontavano i loro più assurdi segreti, ragazze che diventavano delle stalker, poi ho imparato a calibrare e tutto è andato meglio.

Grazie a notevoli studi da parte di scienziati, sociologi, psicologi e criminologi, oggi è possibile riscontrare molti meccanismi di manipolazione, su cui fanno leva i famosi manipolatori, nei confronti della vittima che, inconsciamente, vede indebolire la propria volontà, forzare la mente e aprirla a forme di condizionamento.

È durante questo processo inconscio che il manipolato deve lavorare e stilare le proprie linee difensive e per farlo, è fondamentale il riconoscimento appunto di tali meccanismi

Chiaramente questi argomenti spiegarli per iscritto, non riescono a essere cosi esaustivi come spiegarli e testarli dal vivo, spero che comunque vi diano spunto per approfondire e migliorare. Un’occasione per imparare a riconoscere eventuali manipolatori e comprendere a fondo queste tecniche comunicative è il seminario formativo che si terrà a Varese alla fine di luglio, clicca su questo link per ulteriori informazioni.

Per approfondire riguardo a “La comunicazione Emotiva” e “La Conversazione Ipnotica di Relazione” scegli uno dei nostri libri:

Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: