Il disturbo narcisistico di personalità

Come nasce questa personalità disturbata?

Nasce dall’egoismo e dalla mancanza di empatia, sono persone che sanno usare molto bene le parole. Per irretire la vittima usano il loro fascino e per farla abboccare ostentano sicurezza, sono spavalde, mentono senza ritegno e come dei vampiri si alimentano dei sogni delle persone in buona fede. Studiando le loro vulnerabilità e rispecchiando i loro ideali, incarnando sostanzialmente l’uomo perfetto. Peccato che è solo una macabra recita, la tecnica consiste essenzialmente nell’attaccare e distruggere persone che si fidano di loro ciecamente, rivolgerli contro i figli, contro le mogli, abbattono le persone più care soltanto perché sono opportunisti e privi di coscienza, a volte solo per un capriccio, mostrando un’estrema povertà d’animo.

Quando non si prova vergogna o senso di colpa si può fare di tutto, anche permettersi di mostrarsi aggressivi fino alla furia cieca. Il narcisista fa uso di una parlantina teatrale, è sempre al di sopra delle regole e delle responsabilità. È un ribelle senza causa e quasi del tutto incurante dei tuoi obiettivi, gli interessa solo la fama, il potere, il denaro, il controllo o il sesso.

Il controllo viene esercitato su tutti, dai familiari agli amici, fino ai collaboratori, con false promesse da santone, proponendo una verità che viene sempre distorta. Sono spregiudicati, in politica fanno spesso il doppio gioco e sono totalmente insensibili nei confronti delle persone che restano ferite da questo comportamento. Gli altri sono per loro solo degli strumenti per il raggiungimento dei loro scopi, qualsiasi tentativo di autonomia della vittima viene soffocato. Subentra quindi l’umiliazione prima, e la schiavizzazione poi, della vittima, che viene prosciugata e pian piano si rassegna rinunciando alla sua libertà che smette quindi di combattere quando è ormai agonizzante. Il carnefice prima indebolisce lo spirito della persona e poi la divora, un po’ come succede in una dittatura totalitaria, parliamo di abuso, di una violenza raccapricciante.

Il manipolatore affettivo è un tiranno assetato di potere con un’ambizione smisurata, che identifica come è una voragine interiore. Prima rifiuta la preda, individuando la sua vulnerabilità, il punto debole, poi la riempie di attenzioni, la affascina con la promessa di un amore totale, la illude o la isola dalla famiglia d’origine, la mette contro gli amici. Fa leva sulla sua momentanea fragilità ed esercita una pressione seduttoria costante, finché non la conquista.

Ecco che arrivano le prime contraddizioni e la favola si sfalda, il castello di sabbia lentamente si sbriciola, ma bisogna sapere che il manipolatore prova soddisfazione a ferire la vittima, quindi in questa fase gode nel provocare del male, si rivela sadico, sfacciato, impenitente. Ovviamente a questo punto la relazione si deteriora, il gioco si sporca e l’uomo dei sogni diventa il mostro.

La vittima si chiede come abbia potuto commettere un così grave errore di valutazione dovuto al fatto di essere stata incantata da una persona con doti oratorie non indifferenti. A questo punto per non soccombere bisogna fuggire, è una scelta dura, perché implica un grande sacrificio. La vittima deve sacrificare il suo sogno, la favola ideale dell’uomo che immaginava.

Non a caso lo psicopatico manipolatore è un predatore invisibile, che abilmente nasconde il suo lato inquietante e sconcertante. Quando la luna di miele finisce si prova una grande amarezza, la vittima prova delusione e senso di vuoto. L’altruismo del carnefice svanisce e resta solo l’egoismo, le sue attenzioni si trasformano in gelosia morbosa, emerge la falsità di quella persona, la dolcezza iniziale diventa esigenza di sottomissione, ciò che prima era una persona affettuosa ora è una persona sadica, il dr Jekyll si trasforma in mr. Hyde.

Non abbiamo più coscienza né della persona con cui abbiamo a che fare, né chi siamo, la vittima dubita di sé stessa, ha una crisi d’identità, perciò è difficile per lei scappare. Per troncare la relazione, oltre alla conoscenza, serve anche uno sforzo personale per riprendere in mano la propria vita e liberarsi da una relazione tossica. Chiariamo che esistono Uomini e Donne narcisiste, ne esiste tutta una gamma di sfumature, dalla meno grave alla più nociva, dalla nevrosi alla psicosi. Ciò che è valido per gli uomini è valido anche per le donne, non c’è molta differenza di genere.

Le tecniche di adescamento sono simili, la tipologia delle prede che gli psicopatici tendono a scegliere è più o meno la stessa. In genere è una persona poco consapevole delle proprie debolezze, non sa di avere un tallone di Achille, che la rende facile preda di chi sa fiutare quella debolezza. La miglior vendetta che può mettere in atto la vittima, è scegliere di vivere bene. Come detto prima, una prima difficoltà consiste nel lasciare andare l’esperienza, che all’inizio è intrigante e coinvolgente, genera una forte dipendenza, la vittima non vorrebbe perdere questa sensazione di essere avvolta in un mantello caldo che corrisponde all’immagine di una persona amorevole, ma ad un certo punto, questa persona diventa ansiosa, cinica, diventa scorretta, elettiva, si trova assoggettata mentalmente e quindi in trappola.

Il comportamento umano è complesso, non si può facilmente prevedere o spiegare scientificamente, ma di certo possiamo dire che i manipolatori affettivi sono persone distruttive, aggressive. L’opinione pubblica legge, ascolta tante notizie a riguardo, ma non si riflette mai abbastanza sull’esistenza del male sotto l’aspetto psicologico. Purtroppo l’eterno conflitto che contraddistingue la natura dell’uomo, ci convince di essere angeli in un mondo di demoni, quando in realtà il diavolo veste già i panni della nostra anima.

In effetti siamo noi il nostro stesso nemico e siamo anche l’alleato, necessitiamo almeno di cercare l’integrazione armonica di questi due universi, tramite il dialogo con noi stessi, cambiando l’idea che abbiamo della nostra persona. Così ci diamo la possibilità di progredire verso forme sempre più raffinate di autocoscienza.

Chiediamoci, ad esempio, quante volte siamo noi stessi a raggirarci. Freud diceva che preferiamo non sapere la verità, quindi ci manipoliamo e boicottiamo il nostro vero desiderio. Dovremmo chiederci cosa vogliamo, cosa desideriamo veramente. Se viviamo una vita da parassiti di noi stessi, come facciamo, quale presunzione ci spinge a pensare di non poter essere danneggiati? Abbiamo il bisogno di svegliarci e renderci conto che possiamo essere migliori di ciò che crediamo di essere. Per crescere dobbiamo risvegliare la nostra parte creativa. Questo, è il vero antidoto alla nostra sinuosa dipendenza, alla nostra invincibile vulnerabilità e alla nostra confortante sofferenza psicologica.

Creare qualcosa di nuovo significa chiudere una relazione ripetitiva e sterile con noi stessi, significa accendere una luce di speranza nel buio della finzione, significa rinunciare all’illusione di essere sedotti dalle menzogne, quelle terrificanti trappole che progettiamo per noi stessi. Uscirne significa progettare un futuro a partire dal nostro talento e non dal desiderio di altri o da quello della collettività.

Questo vuol dire credere in sé stessi costruendo con le proprie mani la realtà senza idealizzare situazioni o persone che vanno a colpire i nostri turbamenti più profondi e nascosti. Pulendo la nostra mente reattiva, il nostro inconscio, la parte di noi che davvero può fare la differenza in questo mondo di demoni.

Quella è la nostra anima che è unica, insostituibile, inimitabile, è quella della nostra voce interiore che ci guida verso ciò che è bene per noi. Non possiamo tradirci alla lunga senza parlarci ed è nostro compito trovare un senso alla vita. Senso che creiamo noi, a questo serve l’istinto creativo, a convalidare il nostro talento, a scoprire chi siamo, a fidarci di noi stessi e fidarci del nostro inconscio della nostra psiche, che sanno cosa è il desiderio di vita.

I falsi desideri e le pulsioni dettate dai turbamenti dell’infanzia ci distruggono, diventano presenze ostili. Perciò, il segreto per non cadere vittima nelle mani di un manipolatore e non essere vittima di noi stessi, è scegliere di vivere in maniera consapevole ogni aspetto della nostra vita, assumendo in prima persona la responsabilità di questa scelta, altrimenti questa non scelta diventa la nostra voragine che come un buco nero ci risucchia verso un destino tragico.

Il destino invece può essere creato, avere un atteggiamento creativo significa proprio questo: essere responsabili di umanizzare la nostra vita. Guarire significa smettere di essere distruttivi e iniziare a creare nuovi scenari, nuove missioni, nuovi progetti senza aggrapparsi all’autocommiserazione, ma osando agire, stendendo le nostre risorse investendo il meglio di noi e dialogando con il vampiro che è non tanto fuori, ma dentro di noi.

Un’occasione per imparare a riconoscere eventuali manipolatori e comprendere a fondo le loro tecniche comunicative è il seminario formativo che si terrà a Varese alla fine di luglio, clicca su questo link per ulteriori informazioni.

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Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

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