Lunedì, 30 Aprile 2018 18:40

Le due conversazioni In evidenza

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Ogni comunicazione è di due conversazioni: quella verbale (il contenuto) e quella non verbale. Se i due sono allineati, puoi essere un comunicatore persuasivo e autentico. E quindi potresti anche considerarti carismatico.

Se invece i due non sono allineati, le persone crederanno sempre alla comunicazione non verbale. Questa non sembrerà autentica, anche se sei semplicemente (in modo autentico e sincero) nervoso! Le persone potrebbero credere che stai fingendo, o nascondendo qualcosa, oppure non completamente presente e che non le tieni in considerazione.

La maggior parte di noi tende a pensare alla conversazione verbale (il contenuto), come quello importante. Ci preoccupiamo molto su cosa dire quando ci prepariamo per un incontro importante, facciamo un discorso importante o una proposta sentimentale.

Ma raramente pensiamo alla seconda conversazione: il linguaggio del corpo. Poi quando la comunicazione non va a buon fine, ne siamo sorpresi e non capiamo perché.

Il motivo è che solitamente le nostre due conversazioni sono in conflitto l'una con l'altra. Le nostre parole erano forse sono autentiche, ma il nostro linguaggio del corpo (la seconda conversazione) è nervosa, quindi incoerente.

Negli ultimi anni la ricerca su come funziona il cervello ha fatto delle scoperte sconcertanti, quella che in questo libro chiamo la seconda conversazione è in realtà più importante in un certo senso rispetto alla conversazione razionale, quella delle parole per intenderci.

Stiamo ancora imparando a conoscere il cervello, ma è chiaro che il nostro normale modello di comunicazione è un po’antiquato. Molti di noi pensano che siamo esseri relativamente razionali. Abbiamo un pensiero, decidiamo di agire in base ad esso, inviamo istruzioni al nostro corpo per muoversi, e lo fa.

Per esempio, ci svegliamo la mattina e pensiamo: "Ho bisogno di una tazza di caffè". Il nostro cervello quindi istruisce il nostro corpo ad andare in cucina, preparare il caffè, versarlo nella tazzina e berlo.

Ma in realtà non funziona in quel modo per la maggior parte del tempo. Otteniamo impulsi non verbali per molte delle cose importanti che ci guidano: relazioni, sicurezza, bisogni emotivi, paure, desideri, incontrare nuove persone, vedere vecchi amici, e così via.

Il nostro corpo inizia immediatamente ad agire su questi impulsi, e poi, un po’ più tardi, formiamo un pensiero cosciente su ciò che stiamo facendo. È come se le nostre menti razionali spiegassero a noi stessi dopo il fatto che stiamo facendo qualcosa.

Questo intento viene da qualche parte nel profondo del cervello, al di sotto del quale nasce il pensiero cosciente. E questo intento, deriva forse da quello che alcuni chiamano il cervello limbico, che governa una buona parte delle nostre presunte vite razionali.

Dagli studi sul comportamento umano e dalle ricerche condotte dal dott. Stefano Benemeglio e dai suoi collaboratori, all’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica di Milano, si è scoperto che in realtà anche se a livello inconscio, siamo tutti esperti del linguaggio del corpo di altre persone.

L'abbiamo imparato da un'età molto precoce, quando le nostre vite dipendevano dal ricevere cibo, amore e riparo. Tuttavia, solo pochi di noi sono bravi a leggere il linguaggio del corpo consapevolmente.

La maggior parte invece, ha impressioni e attribuisce intenti all'altra persona. Pensano tra sé e sé “non gli piaccio molto”, o, “sta cercando di fregarmi”, oppure, “pensa davvero che io sia simpatico?”. Ed è a questo livello di pensiero che inizia la maggior parte della loro comunicazione non verbale.

In pratica, immagina di parlare con una persona che ti piace (un potenziale partner), sei nervoso per fatti tuoi e hai un atteggiamento emotivo (non verbale) incoerente con il tuo verbale. Questa persona inconsciamente percepisce questa incoerenza ma non sa darle un significato, sente solo che non la convinci e inizia ad avere dei pensieri come quelli descritti sopra.

Ovviamente tu sei in buona fede, ma ovviamente questa persona non lo sa, non può leggerti nel pensiero e si fa un’opinione errata. Questo perché tu hai avuto una comunicazione non coerente, le due conversazioni non erano allineate. Probabilmente la tua conversazione razionale era perfetta, educata e magari anche culturalmente avanzata, ma il tuo non verbale era guidato dal nervosismo e proiettava altro. Non era una conversazione carismatica.

Ma purtroppo c’è dell'altro; se metti insieme questo primato del linguaggio del corpo in molte importanti aree di interesse umano, con la nostra inconsueta esperienza nel leggerlo, ottieni un paradosso quando inizi a pensare di migliorare le tue capacità come comunicatore.

Ecco la sfida. Se inizi a pensare seriamente al tuo linguaggio del corpo perché vuoi controllarlo e renderlo in linea con il tuo contenuto in modo da essere persuasivo, autentico e persino carismatico, ti imbatti in un problema: stai pensando coscientemente a una attività inconscia, questo rallenta il linguaggio del corpo e lo fa rallentare.

Le persone intorno a te, quegli esperti inconsapevoli, sentono che qualcosa non va, e non riescono a mettere a fuoco il problema. Potrebbero pensare, “non sembra reale, sembra che reciti” o qualcosa del genere.

Non possono dirti che il vero problema è che i tuoi gesti e i tuoi contenuti verbali non sono sincronizzati, perché non sono coscientemente consapevoli di ciò che sta accadendo. Se cerchi di controllare il tuo linguaggio del corpo con il pensiero cosciente, sembrerà tutto finto e il tuo messaggio non avrà l’effetto che speri.

Questo è un problema per tutte quelle persone (leader, politici, insegnanti, allenatori ecc.)  che devono comunque comunicare efficacemente sia nei giorni buoni che in quelli cattivi, che siano nervosi o non, e preparati o meno, non possono permettersi di apparire inautentici perché stanno pensando troppo a provare ad apparire reali.

Il problema si presenta in particolare quando vuoi rendere l'inconscio consapevole, questo è un problema anche per chi, come me, esperti nel guardare il linguaggio del corpo e vogliono consigliarti, "Non incrociare le braccia in quel punto della presentazione, perché apparirai chiuso in un momento che parli di essere aperto”.

Se ti eserciti con dei gesti specifici, li renderai consapevoli, ma nel momento dell’eloquio questi saranno troppo lenti anche se in sincronia con i tuoi pensieri. Sembrerai finto.

Nel corso degli anni ho lottato con questo problema. La soluzione è stata quella di esercitarsi più e più volte finché il coordinamento della parola e del gesto non diventano naturali, o quasi.

Ma grazie alle recenti ricerche sul cervello, il comportamento umano, ma soprattutto alle mie ricerche e sperimentazioni basate sulla Comunicazione Analogica di Stefano Benemeglio, quindi ai miei continui sforzi per rendere l'insegnamento delle due conversazioni il più semplice possibile, ora si può risolvere il paradosso con un sistema che si è rivelato molto efficiente.

Questo sistema accelera enormemente il lavoro di trasformarti in un potente comunicatore, persuasivo, autentico e carismatico, sia che tu stia facendo una conversazione individuale o partecipando a una discussione con più elementi, sia che parli di un discorso per mille dipendenti.

Faremo tutto questo lavorando a livello di intenti. Il paradosso è che starai pensando sia in modo inconscio che cosciente, ma risolverai il problema imparando come mantenere il lavoro a livello emotivo. Come gli attori che si preparano per un ruolo. In questo modo, sarai il più vicino possibile alla mente inconscia, anche se stai pensando consapevolmente ai tuoi problemi di comunicazione.

Ho sviluppato quattro fasi, dalla più semplice alla più complessa, che puoi intraprendere per imparare a comunicare in modo autentico e carismatico. Se pratichi questi quattro passaggi nel modo più intuitivo possibile, senza preoccuparti troppo di quello che stai facendo, ti troverai facilmente a risolvere i problemi di comunicazione che potrebbero averti tormentato per anni.

Inoltre, per coloro che hanno bisogno di istruzioni più dettagliate, espongo una serie di principi di comunicazione persuasiva sia per la conversazione verbale che per quella non verbale Prendili come delle linee guida da usare quando lo riterrai appropriato. Puoi praticarne uno alla volta mentre progredisci per diventare sempre di più un comunicatore efficace, seduttivo e carismatico.

Più volte ho lavorato e sperimentato con le persone mentre sviluppavo questo metodo, ho visto profonde trasformazioni che accadono rapidamente, a volte anche in un paio di giorni. I comunicatori introversi e inefficaci hanno imparato ad aprirsi e parlare con fiducia ed entusiasmo. È emozionante da guardare e funzionerà anche per te.

La chiave non è intellettualizzare troppo il lavoro che farai. Una volta capito, sembrerà facile. Quindi fai un respiro profondo e salta dentro. Autenticità e carisma ti aspettano!

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 LA COMUNICAZIONE ANALOGICA, IPNOSI DINAMICA, FILOSOFIA ANALOGICA E FISIOANALOGIA SONO UN'ESCLUSIVA DELL'ISTITUTO DI PSICOLOGIA ANALOGICA E DI IPNOSI DINAMICA CID CNV, FONDATO DA STEFANO BENEMEGLIO NEL 1978. (www.istitutopsicologiaanalogica.it)

LE POCHISSIME NOZIONI DI PROGRAMMAZIONE NEUROLINGUISTICA (PNL) SONO UN'INIZIATIVA DEL RELATORE, LA COMUNICAZIONE ANALOGICA E' UNO STRUMENTO POTENTISSIMO CHE GIA DA SOLO DA RISULTATI ECCELLENTI.


Pietro Sangiorgio

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