Giovedì, 30 Novembre 2017 15:23

Credevo fosse amore… invece era “Pathos” In evidenza

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Tratto da: Inside and Outside - Comunicare dentro e fuori.

È il titolo di un famoso film comico/sentimentale del 1991 (Pensavo fosse amore… invece era un calesse”, l’ultimo diretto da Massimo Troisi, parla di amore, fraintendimenti, tensioni che arrivano sino al tentato omicidio e addirittura alla magia per poi, alla fine, chiedere alla stessa fattucchiera: “Come mai non la amo più?”.

Purtroppo nella vita reale funziona più o meno così, vedi una persona e ne rimani attratto, poi la maggior parte delle volte dopo un relativo periodo di tempo e secondo la tua distonia, ti svegli un mattino e ti fai la stessa domanda che si fa Troisi nel film: “Come mai non la/lo amo più?”. Forse con quello che cercherò di spiegarti nelle prossime righe rovinerò la tua idea dell’amore… ma ti prego di perdonarmi, io cerco solo di spiegarti le cose, non l’ho deciso io che deve funzionare così.

Nei paragrafi precedenti ti ho parlato degli strumenti che possono essere usati per creare attrazione, fiducia, consenso e all'occorrenza sedurre l'interlocutore. Quando si sfruttano le distonie, i vincoli, le trasgressioni e quant’altro non si fa altro che enfatizzare un disagio dell’interlocutore, questo instilla un meccanismo che chiamiamo “infertizzazione ”, vale a dire di generazione del desiderio.

Come già accennato al paragrafo uno della prima parte, l’uomo (inteso come essere umano) è idealmente diviso in due entità diverse. Un’istanza logica, o se preferisci razionale, che produce pensieri, calcoli, immagina e così via; l’istanza emotiva, quella che ti fa battere forte il cuore, ti fa mancare il respiro.. insomma quella che si occupa delle emozioni, sia buone che cattive.

Il premio Nobel Rita Levi Montalcini, durante un’intervista; alla domanda: “…in quale campo scientifico bisognerebbe concentrarsi… qual è la conquista che ritiene più urgente?”, rispose: “ è quella che veda in futuro un completo controllo del nostro modo d’agire dell’uomo, per riuscire a gestire la parte più antica del cervello, quella emotiva, detta il globo limbico che ha salvato l’uomo sapiens quando è sceso dagli alberi. Oggi questa componente è pericolosa poiché la ritengo responsabile di tutto quanto di tragico capita attorno a noi, non è la componente cognitiva-neocorticale ma la componente emotiva… tragedie che possono portare all’estinzione della specie e che, molte volte, derivano dalla presa di controllo della nostra parte emotiva sul nostro comportamento.”

In pratica ha dichiarato che l’uomo dovrebbe impegnarsi a scoprire come riuscire a dialogare e gestire la sua parte emotiva, in modo da evitare tragedie che potrebbero portare anche all’estinzione del genere umano. E le scoperte fatte dal dott. Stefano Benemeglio tra cui la comunicazione analogica di cui ti parlo in questo libro è uno degli strumenti più efficaci per riuscire a comunicare con la parte emotiva dell’uomo e, con un po’ di pratica, potrai riuscire a comunicare, collaborare e gestire anche la tua.
Il processo che ora cercherò di spiegarti nel modo più semplice possibile è quello che succede ad ogni essere umano quando riceve stimoli dall’ambiente e/o da altre persone. Questo genera tensione che sfruttata in modo mirato può essere usata per convincere, sedurre, allontanare e purtroppo anche per manipolare. Come ti ho già accennato in precedenza e lo ripeto ad ogni mio seminario, lo scopo è formare persone che non si lascino più manipolare e riescano a comunicare efficacemente, non dei potenziali manipolatori, quindi usa con cautela e buon senso le informazioni che apprenderai da questo manuale.

Ora per favore, usa l’immaginazione e vienimi dietro, così questo concetto potrà entrarti bene e, credimi, siamo ad un punto fondamentale. Quando avrai compreso bene questo concetto, il resto verrà da solo.

Logica vs Inconscio

Immagina queste due istanze come i poli di una batteria, la parte logica è il polo positivo e la parte emotiva, cioè l’inconscio, è il polo negativo, al centro c’è un contenitore che raccoglie le energie di questi due poli. Entrambe le parti producono energia che scivolano nel contenitore, l’unione crea tensione emozionale o ansiosa che deve essere scaricata gratificando o penalizzando la fonte stimolante.

Ho usato i termini polo positivo e polo negativo perché effettivamente la logica e l’inconscio sono poli opposti, nel senso che se uno si nutre del sì, l’altro si nutre del no o viceversa, dipende dal contesto.

Non è facile per me spiegarti questo procedimento senza dilungarmi troppo, ma ci provo: immagina una persona che ti piace, torna al momento che l’hai conosciuta, ci sei? Bene. La tua parte inconscia ha percepito degli stimoli direttamente dalla sua tipologia, quindi dal suo atteggiamento, questo ha prodotto dell’energia x e la depositata nel contenitore. La tua parte logica ha esaminato in base al tuo vissuto e ha deciso che ti piace, quindi ha prodotto a sua volta dell’energia y da depositare nel contenitore.

Quindi ora hai energia (x) della parte emotiva ed energia (y) della parte logica. Gli stimoli che hanno prodotto l’energia tensionale (x) dell’inconscio sono stimoli penalizzanti, in pratica sono segnali, parole, immagini, e quant’altro rappresenti un tuo turbamento . Mentre quello che hanno prodotto l’energia tensionale (y) della parte logica, sono frutto del nostro vissuto, cultura, educazione, religione, ecc. sono stimoli che devono collimare con la tua morale, pertanto sono stimoli gratificanti (ovviamente a livello razionale).

Ora nel contenitore ci sono le energie (x) + (y) che insieme creano tensione emozionale o ansiosa, questa provoca pruriti, spasmi, brividi e reazioni varie al fisico e sono le risposte istintive. Il processo di infertizzazione in questo caso (stai ricordando una persona che ti piace), ha creato tensione emozionale, tu hai effettuato una serie di segnali di gradimento, il tuo cervello ha stimolato la produzione di serotonina e quindi ti sei sentito felice e la tua parte razionale ha dato giudizio positivo.

Questo è quello che succede quando incontriamo qualcuno che ci piace, ma può succedere anche l’esatto opposto se gli stimoli destinati all’inconscio anziché essere giudicati positivi vengono classificati come negativi dall’istanza logica, quindi questi creano tensione ansiosa. Spero che quanto scritto sopra basti per soddisfare la tua curiosità, anche perché non intendo dirti altro per diversi motivi, quello principale è che anche qui ci vorrebbe un libro intero.

Ricapitolando; l’istanza inconscia – emotiva gestisce il tutto senza che tu te ne accorga. Quindi se da una parte c’è l’istanza inconscia, dall’altra c’è quella logica – riflessiva. La prima si nutre di emozioni, che siano belle o brutte per lei non fa nessuna differenza e dà risposte istintive tramite il linguaggio del corpo ; la seconda è quella che è adibita a fare la differenza, a giudicare la qualità delle emozioni e con un ragionamento deduttivo collega l’emozione ad un fatto, evento, persona, ecc del vissuto ed elabora un risultato razionale.

L’istanza logica comunica attraverso la parola e comunica il desiderio presunto; l’istanza inconscia, invece, comunica attraverso diversi canali, quelli più significativi in questo contesto sono: il gesto, il segno, il tono della voce, i lapsus, il movimento del corpo e comunica il desiderio reale. Il più delle volte l’individuo non è cosciente del suo reale desiderio perché è spinto dai condizionamenti, dai sensi di colpa, rimorsi, rancori inespressi e quant’altro potrebbe esserci come conseguenza del proprio vissuto. E proprio da queste frustrazioni che provengono poi quelle reazioni di rabbia, conflitto e altro a cui si riferiva la risposta della dott.ssa Montalcini citata all’inizio del paragrafo.

Perdonami se ho cercato di spiegarti questo processo in modo relativamente semplice e ho usato esempi forse elementari. Il tutto comunque riporta ad una semplice regola “chi penalizza sarà gratificato e chi gratifica sarà penalizzato”. In pratica per conquistare devi penalizzare il tuo interlocutore e lui ti gratificherà.

E con questo sono arrivato alla fine degli strumenti base che devi conoscere per avere una comunicazione persuasiva e per comprendere quando qualcuno cerca di manipolarti. Ovviamente non è tutto qua, c’è molto di più… nel secondo volume di Inside and Outside (più o meno l’anno prossimo, siamo alla fine del 2017) ti illustrerò altri strumenti sconvolgenti che non potresti comprendere se non fai tuoi quelli che hai appena appreso. Qualche assaggino di questi strumenti li avrai nell’epilogo che sto per scriverti, prima di parlarti di come fare pratica ti confiderò qualche segreto per amplificare la persuasione e renderla facile e veloce.

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