Lettera a mio padre

Sono ormai passati 40 anni da quel giorno, era la festa del papà del 1978… ed è quasi un anno che non ci sei più. Ma il tempo è relativo, Einstein aveva proprio ragione!

Una parte di me ti ha perdonato, ma lo ha fatto solo per se stessa, perché devo vivere, perché devo andare avanti.

Tre anni fa sentì una canzone di Ermal Meta, proprio qualche minuto dopo aver sentito mio nipote Oreste al telefono, che mi raccontò un’altra delle tue “prodezze”, sinceramente non ricordo quale, sono talmente tante…

Scoppiai a piangere come un bambino e giurai a me stesso che non mi avresti fatto più del male. Ma non fu così… la tua presenza è sempre stata costante nella mia vita, in tutti i miei errori.

Oggi è la festa del papà e come tutti gli anni l’unica persona che davvero mi manca in questo giorno è mio cognato Nino, mi ha dato tutto quello che avresti dovuto darmi tu, perché come recita il testo della canzone di Ermal:

Di bestie come te
Ce ne sono in giro e non è facile
Scoprirle e sai perché
Sono fabbricanti di maschere

Ti sputano nel mondo
Solo per avere un pasto facile
Io sono ancora qui
Ho la pelle dura pure più di te

Non è mai semplice
Accettare di riconoscerti
Tra le mie rughe che
Assomigliano sempre di più alle tue
E questo sangue che
Sa un po’ di mostro e anche un po’ di me

Mi fa pensare che vorrei dirti grazie
Perché non ci sei
Poche rughe
Di espressione
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
E mai più mi vedrai

Di mostri come te
N’è pieno il mondo e non è facile
Scoprirli e sai perché
Hanno mani bianche e voce docile
Ma se li guardi bene
Dentro i loro occhi non vedi niente
Il cuore affittano ad una notte nera
Priva di ogni luce

Poche rughe
Di espressione
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
Ne mai più mi vedrai

Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene
Sono stato fuori tutto il tempo
Fuori da me stesso e dentro il mondo
Non c’è più paura
E non c’è niente

Quello che era gigante oggi non si vede
Sulla schiena trovi cicatrici e lì che ci attacchi le ali
Poche linee sulla pelle
Più nient’altro di te
Sopravvive in me
Un cognome da portare
Solo questo sarai
Ne mai più mi vedrai

Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene
Sono stato fuori tutto il tempo
Fuori da me stesso e dentro il mondo
Non c’è più paura
Non c’è niente

Quello che era gigante oggi non si vede
Sulla schiena trovi cicatrici
E lì che ci attacchi le ali
Ogni male è un bene quando serve
Ho imparato anche a incassare bene

Forse un giorno diventerò padre
E gli dirò di cambiare le stelle
E gli dirò che un cazzotto fa male
E che una parola a volte ti uccide
E quando sulla schiena hai cicatrici
E lì che ci attacchi le ali

È davvero incredibile come la struttura psicologica di questo ragazzo sia simile alla mia e come il testo di questa canzone racchiuda esattamente le parole che avrei voluto dirti.

Non so davvero se maledirti o ringraziarti. Mi hai reso quello che sono, nel bene e nel male. Io al contrario di te so amare, forse troppo, e all’opposto tuo mi commuovo quando mi rendo conto che altre persone mi amano.

Non ho più voluto ascoltare quella canzone, mi faceva stare troppo male e vorrei tanto poter dire che oggi non mi fa stare più così male, ma non posso farlo.

Ma grazie a te oggi posso individuare i giovani che hanno genitori simili a te e tentare di aiutarli anche se non è facile. Se riuscissi ad aiutare anche uno di loro, ne sarà valsa la pena. Purtroppo grazie a te io voglio sempre di più… quindi ne vorrò aiutare il più possibile, perché padri come te devono sparire dalla faccia della terra.

Scrivere, anche se so che non lo leggerai mai, mi fa stare meglio, mi da chiarezza. Consapevolizzo che, ti ho voluto bene, ma solo perché eri mio padre non perché lo meritavi. D’altronde, amore e odio, sono due facce della stessa medaglia.

Non ho idea di dove tu ora sia e neanche se tu sia da qualche parte. Non credo nei dogmi, di qualunque genere. Quello che mi auguro, è solo che tu ti renda conto di quello che sei stato.


Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

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