Relazioni Tossiche: come uscirne o come evitarle?

La maggior parte delle persone, single o in coppia, è alla ricerca della cosiddetta anima gemella” o dell’altra“metà della mela“. Il desiderio di instaurare una relazione amorosa, nasce in genere dal bisogno di condivisione e di sentirsi “completi” e capiti dal partner. Tutte le relazioni familiari, d’amicizia o di coppia, presentano un certo grado di dipendenza “sana” tra le persone coinvolte: il rapporto con gli altri spesso arricchisce, completa, fa stare bene e trasmette sicurezza. Tutti noi siamo un po’ dipendenti: le attenzioni dell’altra persona nei nostri confronti ci fanno piacere e ci soddisfano.

Nelle relazioni di coppia “sane”, la dipendenza è reciproca e bilanciata; ogni partner mantiene e desidera avere uno spazio di autonomia personale: ad esempio. in ambito lavorativo, sportivo o amicale. Questo spazio individuale, rafforza e migliora la vita a due, arricchendola e permettendo ai partner di coltivare anche altri legami di amicizia e familiari, evitando che la coppia si isoli dal mondo esterno.

Esistono tuttavia, delle relazioni “tossiche” nelle quali si sviluppa una forte dipendenza affettiva nei confronti dell’altro, innescando un comportamento dannoso per sé.

Le relazioni tossiche sono relazioni manipolative perverse che oggi feriscono tante vittime. I manipolatori affettivi possono essere nevrotici e psicotici, hanno però tutti un tratto comune che è quello di essere assetati di potere, sono dei predatori sociali, spesso sono dotati di fascino e appaiono piuttosto sfrontati e seducenti, con un forte atteggiamento virile. 

Quando questi sono uomini, nascondono i loro intenti predatori, sono sadici, non provano rimorsi e non riescono a legarsi all’altro in una relazione stabile e sincera. Quelli più gravi appartengono alla classe degli psicopatici che sono circa il 2% della popolazione. Alcuni di loro sono difficilmente riconoscibili, tendono ad essere socievoli, sanno essere carismatici e conservano un fascino che camuffa molto bene la loro essenza. 

Tuttavia, possono essere smascherati da alcune caratteristiche come il desiderio di possesso e di dominio sugli altri, la mancanza di empatia e le loro tendenze distruttive che variano a seconda dell’intelligenza e della cultura. La loro principale strategia è attrarre la vittima, isolarla e manipolarla per trasformarla infine in una sorta di marionetta.  Arrivano a controllare le loro prerogative, fino alla distruzione psicologica delle loro vittime. 

Le vittime in genere hanno difficoltà ad accorgersi di essere manipolate, perché probabilmente sono abituate a questa modalità di relazione, vivono costantemente sulle spine, forse già con il rapporto genitoriale, molte di loro non conoscono un altro tipo di relazione. Addirittura arrivano a imitare alcuni atteggiamenti del loro carnefice nei confronti di persone care, appunto perché credono sia un atteggiamento giusto. Il manipolatore psicopatico è difficilmente prevedibile. Prima o poi si stufa della vittima di turno, ha bisogno di cambiare per sentirsi euforico e prima o poi esplode andando fuori di testa. 

Le vittime dal canto loro tendono ad essere attratte dalla stessa tipologia di persone quindi si troveranno intrappolate in una coazione a ripetere di relazioni tossiche. La prima cosa da fare è rendersi conto di essere manipolati e abusati, riconoscendo i segnali e ammettendo la propria corresponsabilità al gioco perverso e narcisistico messo a punto dal narcisista manipolatore. 

Ci vuole dunque un buon livello di consapevolezza per lasciare andare la relazione, liberarsi dal desiderio di vendetta e del risentimento verso il carnefice, che si è dimostrato così spietato e incapace di amare. È un processo di disintossicazione graduale, che implica un duro lavoro su se stessi, in quanto è doloroso ammettere di essere stati solo una pedina nelle mani di un mostro che attrae le prede per sbranarle e poi sputarne le ossa. 

La migliore tecnica per difendersi da un manipolatore narcisista o psicopatico, che sia uomo o donna, overt o covert qual è, sicuramente mostrarsi indifferenti, privi di entusiasmo e spenti come morti. Allora non saremo appetibili e il manipolatore passerà oltre, verso vittime più disponibili. Bisogna però riconoscere i primi campanelli d’allarme come ti spiegherò in futuro con altri articoli dedicati alla manipolazione, al narcisismo o alla psicopatia e ti suggerisco di leggere bene i nostri libri sulla comunicazione emotiva. Inoltre, frequentando i nostri seminari imparerai a riconoscerli dal loro non verbale, dal loro atteggiamento e quant’altro possa esserti utile al fine di avere relazioni sane. 

I nostri libri

Pietro Sangiorgio

Pietro Sangiorgio ha studiato PNL presso NLP ITALY e Psicologia Analogica presso l’Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica – CID CNV. Il CID-CNV Istituto di Psicologia Analogica e di Ipnosi Dinamica® è una libera associazione scientifica e culturale senza scopo di lucro che è stata fondata nel 1978 da Stefano Benemeglio. La “Mission” è quella di divulgare e promuovere le Discipline Analogiche messe a punto dal fondatore, attraverso corsi di formazione, seminari, conferenze, convegni, eventi, testi, videolezioni e pubblicazioni.

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